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“Hermes
è colui che segna i cammini.
Appostato agli incroci delle strade, indica le direzioni e delimita
i percorsi.
Sta alle porte di casa, guardiano della loro integrità,
e al tempo stesso, dio dei cardini, ne rassicura l’eventuale
apertura.
Dio dei mucchi di pietra, è colui che per primo apre
i cammini e, dopo averli tracciati, li marca con cumuli di sassi.
Avventuriero nelle lande poco conosciute deve, da solo, aprirsi
la strada.
Sempre in movimento, Hermes presiede ciò che ha a che
fare con la messa in circolazione di beni, parole, ruoli.
Tratto comune a tutte queste funzioni è il fatto che
Hermes si muove in uno spazio intermedio di cui è il
mediatore.
Hermes è un tramite: portavoce felice, guida benefica
agli ordini dell’Olimpo passa con perfetta mobilità
da un universo all’altro ed assicura il passaggio là
dove sono state fissate invalicabili frontiere.
Il suo destino si gioca su di una linea di spartizione e tutte
le sue funzioni avranno in qualche modo a che fare con le frontiere.
Ai crocicchi, presso le porte della città e delle case,
accanto alle serrature, occupa il limite degli spazi e prende
il posto là dove si incontra il Cambiamento.
Hermes garantisce l’apertura su di uno spazio esterno
sempre problematico e minaccioso.
Guida gli uomini nell’impatto con questo spazio e cammina
a loro fianco nell’incertezza e nell’instabilità
del mondo.
La sua intelligenza e la sua abilità gli permettono di
sfruttare i momenti propizi e le risorse del suo ambiente: egli
sa modellarlo, inserirsi e orizzontarsi.”
(testo ispirato da: Enciclopedia
dei miti, Pierre Grimald, Garzanti)
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